MARCO CREATINI lo paragonerei ad un Joseph Pennel attuale, viaggiatore, americano di Philadelphia che ha disegnato Firenze e la Toscana agli inizi del XX secolo dove conobbe i pittori macchiaioli, frequentatori del Caffè Michelangiolo, partecipando alle loro discussioni. Gira, viaggia per lo più con la fantasia: dalla recente biografia leggo però la concretezza di un ottimo elenco espositivo: Parma, Milano, Torino, Innsbruck…, come la frequentazione passata dello studio di Antonio Nunziante, a Giaveno, e l’elencazione di esperti del settore che ho conosciuto, tipo Guido Folco o, di sfuggita, lo stesso Nunziante.

Nunziante lo dice “…tenace, rigoroso e sensibile“; Folco ne evidenzia, opportunamente, “…un ideale di bellezza che si nutre di sogno e immaginazione…“. “Incontro Eterno“, “La casa della luna“, “Verso L’infinito …”, contengono i giusti elementi di un incontro/scontro tra pensiero e realtà, comunicazione e viaggio nel tempo, grazie ad una solidissima struttura basata su un insieme che idealizza la realtà portandola su un piano storico.

Ecco che l’elmo greco o il paesaggio settecentesco, il mare guardato da un Dio…si assemblano in fantasticare piacevolissimo, tecnicamente assai produttivo, che evolve il soliloquio portandolo,passo dopo passo,nella solida realtà delle forme più aperte, per cui ecco la sosta dei simboli più cari, la luna correlata al sole, segno di principio femminile e di rinnovo, e non manca il mondo (la Terra), la vita interiore proiettata nello spazio, e c’è il cielo con intensi fluidi giochi luminosi.

La sua attenzione è sorretta dall’inesausto desiderio di colloquiare, di parlare e conseguetemente di dipingere, cercando di diradare le nebbie del nostro contemporaneo portando il fruitore nell’universo del sogno, in uno stato antecedente, più puro, più pulito, aggiungendo toni un poco metafisici.
Sono opere da chiamare “viaggi nel tempo” che svelano, in definitiva, forme suadenti di un periodo e di una certa epoca, per il comune piacere.

Prof. LODOVICO GIERUT (Critico)